Piede torto inveterato o negletto

Il piede torto non trattato crea al paziente una grave invalidità fisica.

Fortunatamente questa condizione è sempre di più rara osservazione nei paesi civilizzati, mentre si osserva ancora nei paesi in via di sviluppo sebbene la diffusione della metodica Ponseti con il suo basso costo sociale ne stia sempre più limitando la diffusione.

Il piede torto negletto non consente l’uso di calzature normali: il paziente può deambulare a piedi nudi o con calzature confezionate artigianalmente. Il carico si concentra sul bordo antero – laterale del piede, sede di callosità dolorose. Finchè il piede è ancora in crescita, si può praticare la correzione con la metodica Ponseti sia pure con alcune modifiche riguardanti principalmente le tenotomie ed il tempo di applicazione degli apparecchi gessati.

I tendini che più di ogni altro mantengono la deformità sono il tendine di Achille ed il tendine del tibiale posteriore. Fino all’età di 7 anni possono essere tenotomizzati perchè cicatrizzano bene in allungamento e non perdono la loro continuità. Dopo i 7 anni è consigliabile invece praticare un allungamento e non perdono la loro continuità. Dopo i 7 anni è consigliabile invece praticare un allungamento percutaneo con tre tagli parziali a diversa altezza per avere la sicurezza di una buona cicatrizzazione in allungamento.

Gli apparecchi gessati devono essere mantenuti per almeno 4 settimane onde consentire un rilasciamento graduale delle strutture capsulo – legamentose retratte e accorciate ed un rimodellamento degli abbozzi osteo – cartilaginei delle ossa del piede. Alla fine del trattamento modellante, la trasposizione del tibiale anteriore sul 3° cuneiforme garantisce un miglior equilibrio dinamico del piede assicurandogli una maggiore stabilità e durata della correzione.

Dopo la fine dell’accrescimento scheletrico, la notevole rigidità di tutte le strutture osteo – articolari del piede indica come la migliore metodica correttiva l’uso di un fissatore esterno circolare associato ad osteotomie delle ossa tarsali e dei metatarsi (metodo di Ilizarov).