I tutori

La metodica Ponseti utilizza come abbiamo visto i cosiddetti tutori a barra con scarpette solidali ad essa. Sono tutti derivati dal prototipo proposto dall’ortopedico australiano Denis Browne nel secolo scorso e consentono di mantenere il piede corretto esercitando contemporaneamente una trazione sulle strutture muscolo – tendine e capsulo – legamentose che, qualora si accorciassero o  retraessero, farebbero recidivare la deformità.

Tutti i tipi di tutori passivi a doccia posteriore (coscia – ginocchio – piede o gamba – piede) NON sono idonei al trattamento secondo Ponseti. Di tutori a barra e scarpe ne esistono, come abbiamo visto, diverse tipologie alcuni più rifiniti altri meno rifiniti. La barra può essere rigida, elastica o articolata, consentendo al bambino una maggiore possibilità di movimento. La foggia della calzatura cambia anche da tipo a tipo. Il requisito più importante però, è la facile adattabilità della calzatura al piedino del piccolo paziente soprattutto quando quest’ultimo è tozzo e cicciotto! Le calzature sono collegate alle parti terminali della barra e devono mantenere il piedino a 60°- 70° di abduzione e 10° – 15° di talismo. Questa posizione si ottiene mediante un meccanismo a ghiera regolabile fra 0° e 90° ed il ripiegamento verso l’alto delle estremità della barra per 10°-15°. La lunghezza della barra deve corrispondere alla distanza fra il centro delle spalle del piccolo paziente. Se la barra è troppo lunga si perde l’effetto “talizzante” delle scarpette. Man mano che il bambino cresce ed il piedino si allunga, le scarpette vanno sostituite e la barra allungata.

Condizione INDISPENSABILE per la perfetta aderenza del piedino alle scarpette del tutore è la COMPLETA CORREZIONE della deformità.

Se, ad esempio, è residuato un certo grado di EQUINISMO il tallone NON SI APPOGGERA’ MAI alla superficie interna della calzatura e pertanto si dovrà ritornare alla fase correttiva!

Come abbiamo detto inizialmente, il tutore va indossato a tempo pieno (23 ore su 24) per poi scendere con il numero di ore di utilizzo progressivamente nel primo anno di vita in modo da permettere le normali tappe evolutive di acquisizione della deambulazione autonoma.

Quindi, se la correzione è stata raggiunta nei primi 2 mesi di vita:

1) Applicare tutore a tempo pieno per i primi 3 mesi;

2) Rimuoverlo progressivamente di 2 ore al mese fino all’inizio della deambulazione;

3)Succesivamente, applicarlo solo durante la notte ed il riposo pomeridiano fino ai 5 anni di età.

In casi particolari ed in base all’esperienza dell’ortopedico, i tempi di questo protocollo possono essere modificati.

Studi clinici hanno dimostrato che, quando le famiglie non hanno fatto indossare il tutore per il corretto numero di ore, si è avuta la recidiva del piede torto in una proporzione di 9 casi su 10 se il tutore è stato abbandonato entro il primo anno di vita; 7 su 10 se l’ abbandono è avvenuto entro il secondo anno di vita e 3 su 10 se il tutore veniva abbandonato al terzo anno di vita.

Come si applica il tutore?

1) E’ bene utilizzare delle calze sottili di cotone, che arrivino oltre il punto più alto della scarpina in modo da evitarne il contatto diretto con la pelle.

2) Le fibbie delle scarpine devono essere posizionate verso l’interno.

3) Si deve piegare il ginocchio del bimbo e posizionare il piedino all’interno della scarpa in modo tale che il tallone appoggi bene e sia ben visibile  attraverso il foro della scarpa in tale posizione.

4) Si stringe quindi per prima la fibbia di mezzo, posta sopra la linguetta a livello della caviglia, ponendo attenzione al fatto che sia ben aderente e non faccia grinze sul piedino.

5) Si stringe succesivamente la fibbia più alta e per ultima quella all’altezza delle dita.

6) Si ripete l’operazione sull’altro piede e si collegano le scarpine alla barra.