La tenotomia percutanea del tendine di Achille

E’ l’unico atto chirurgico del metodo Ponseti. Consiste nel recidere a tutto spessore il tendine di Achille passando con la lama di un piccolo bisturi attraverso la cute adiacente al bordo mediale del tendine. La tenotomia deve essere praticata preferibilmente in prossimità della giunzione muscolo – tendinea. Per mettere in maggior tensione il tendine e rendere più agevole la tenotomia, un assistente deve mantenere il piedino in massimo talismo. L’interruzione della continuità del tendine corrisponde ad una sensazione acustico – palpatoria di cedimento con repentino aumento della flessione dorsale del piede e scomparsa del rilievo sottocutaneo del tendine di Achille. Nei bambini con caviglia magra questo atto chirurgico mini – invasivo è semplice mentre nei bambini con abbondante tessuto sottocutaneo è più difficile.

Quando non si ha la sensazione di cedimento, si può introdurre attraverso l’opercolo cutaneo un piccolo strumento chirurgico e verificare palpatoriamente con la sua punta la presenza di eventuali fibre tendinee non ancora recise.

Generalmente dalla piccola ferita si ha un modico gemizio di sangue che si arresta comprimendo la cute con una garza ed applicando succesivamente una medicazione a piatto.

Per la confezione dell’apparecchio gessato (femoro – podalico a ginocchio flesso con il piede in massimo talismo  per consentire al tendine di Achille di cicatrizzare in allungamento), si applica prima la maglia tubolare e poi il cotone a rotolo seguito dalle bende gessate. Può accadere che nelle ore succesive compaia sul gesso una piccola macchia di sangue: è bene avvertire preventivamente i genitori di non preoccuparsi. ll tempo di cicatrizzazione del tendine all’età di 2 – 4 mesi è di circa 3 settimane.

La tenotomia può essere praticata in sedazione con l’assistenza di un anestesista in sala operatoria oppure in ambulatorio in anestesia locale con creme anestetiche o infiltrazioni di anestetico locale con un piccolo ago da insulina. Il tipo di anestesia dipende più che dalla scelta del medico e dei genitori, dal regolamento interno dell’ospedale o della clinica dove viene eseguito l’atto chirurgico.

Dell’incisione cutanea non rimane che una piccola cicatrice molto spessa difficilmente individuabile sulla pelle a distanza di tempo.