La tenotomia percutanea del tendine di Achille è una procedura eseguita in circa il 90-95% dei piedi torti trattati solo dopo aver ottenuto la completa e anatomica correzione delle deformità primitive del piede torto durante la fase correttiva con i gessi.
Va eseguita solo se :
Il taglio del tendine d’Achille (tenotomia) corregge la posizione equina del calcagno e migliora la mobilità in flessione dorsale della caviglia di almeno 10°-15°, così da permette al bambino d’indossare in modo più confortevole il tutore svolgendo al tempo stesso un’azione protettiva e pro-attiva nei confronti dello sviluppo di recidive precoci in equinismo.
Tale tecnica ha il vantaggio, rispetto ad altre tecniche tradizionali di allungamento tendineo, di non provocare cicatrici retraenti e di non allungare il complesso anatomico mio-tendineo del tricipite surale “oltre il necessario” pregiudicando” la forza di propulsione del piede.
La procedura dura meno di 5 minuti e l’incisione sulla pelle, quando presente, non è più grande di 3-5 mm e non richiede punti di sutura.
Dopo la tenotomia il piede va immobilizzato in gambalone gessato in max dorsiflessione (15-30°) e abduzione (> 60-70°) per 2-3 settimane consecutive così da permettere al tendine di cicatrizzare e di poter passare indossare subito dopo al tutore. Studi ecografia hanno inoltre dimostrato che nel neonato il tendine allungato si rimodella dal punto di vista anatomico che funzionale entro 1 anno dalla tenotomia.
Le possibili complicanze più frequenti della tenotomia percutanea del tendine di Achille possono essere la sezione incompleta del tendine di Achille e la sezione della porzione cartilaginea dell’apofisi del calcagno.
