la fase correttiva

Il trattamento correttivo si basa su una solida comprensione dell’anatomia funzionale del piede e della risposta biologica di muscoli, legamenti e ossa ai cambiamenti anatomici ottenuti gradualmente tramite manipolazione e gessi

Consigliamo d’iniziarlo preferibilmente dopo 10-15 gg di vita per permettere al neonato e alla madre di abituarsi alla routine familiare se le condizioni cliniche di entrambi lo permettano ben sapendo che il trattamento ortopedico del piede torto non è un’urgenza

In questa fase della metodica Ponseti le componenti della deformità del piede torto devono essere corrette nella sequenza Cavo Addotto Varo Equino (CAVE)

  • Il cavismo plantare, che deriva dalla pronazione dell’avampiede rispetto al retropiede, viene corretto attraverso una graduale manovra in supinazione eseguita spingendo la volta plantare a livello della base del I° MT così da ottenere un progressivo allineamento tra Imo metatarso e articolazione metatarso-scafoidea e I° cuneiforme.

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  • L’adduzione e il varismo vengono corretti applicando ad ogni tappa correttiva una progressiva extra-rotazione di 10°-15° dell’ ‘intero piede applicando una contropressione con il pollice contro la testa dell’astragalo senza mai pronare il mesopiede o bloccare il calcagno e mantenendolo il piede in lieve equinismo-supinazione.
  • Questa “semplice” manipolazione permettere alla testa dell’astragalo di scivolare medialmente, allo scafoide di migrare lateralmente e al calcagno di evertere cosi da ripristinare, con una sola manovra correttiva, l’anatomia e la fisiologia articolare della regione tarsale, sottoastragalica e del retropiede.

manovra correttiva

Dopo aver completato le manipolazioni, ogni correzione anatomica ottenuta viene stabilizzata fino alla tappa correttiva successiva con l’applicazione di apparecchi gessati confezionati dal piede alla radice della coscia a ginocchio flesso e rinnovati generalmente ogni 4-7 giorni appena prima della manipolazione successiva così da stimolare la crescita del tessuto muscolare del piede torto allungando passivamente i legamenti, le capsule articolari e i tendini contratti sfruttando le capacità elastiche dei tessuti del neonato.

Le manipolazioni e le tappe correttive in gesso NON SONO DOLOROSE e vengono preferibilmente eseguite durante l’allattamento per rendere il neonato e la mamma più rilassati e disponibili al trattamento manipolativo: forzare la correzione può infatti causare al neonato non solo dolore, ma anche lesioni iatrogene a carico delle delicate strutture osteo-cartilaginee e legamentose del piede del bambino che ne possono inficiare il risultato correttivo finale.

Dopo la Ima-IInda tappa correttiva è un riscontro piuttosto comune che il bambino possa essere infastidito dall’applicazione del gesso (soprattutto se bilaterale) perchè non riesce a estendere le gambe soprattutto dopo l’allattamento e che si debba somministrare alcune gocce di tachipirina a scopo antalgico per poter alleviare e rendere più tollerabile questa fase di adattamento.

Per ottenere la completa correzione anatomica nella maggioranza dei piedi torti idiopatici in trattamento sono sufficienti 3-4 tappe correttive in gesso relegando l’ultima tappa in gesso ( il 5°) al gesso di mantenimento eseguito dopo la tenotomia percutanea del tendine di Achille.

 

seri gessi

Meno del 5% dei neonati con piede torto può avere piedi molto gravi, corti e paffuti con legamenti rigidi, inflessibili allo stiramento, con una profonda piega cutanea trasversale sulla pianta del piede e un’altra piega sopra il tallone, nota come piede torto “atipico” o “complesso”.

Questi neonati richiedono un trattamento correttivo e di applicazione del gesso con una tecnica di applicazione specifica in grado di evitare ulteriori alterazioni anatomiche di natura iatrogena per lo scivolamento del piede in gesso e peggioramento del cavismo plantare .

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