IL PIEDE TORTO

Rappresenta una delle malformazioni congenite neonatali più frequenti (la VII tra tutte le malformazioni congenite e la IInda tra quelle a carico dell’apparato muscolo-scheletrico) con un’incidenza estremamente variabile (range 0.7/1000 – 7/1000) a seconda della etnia e dell’area geografica presa in esame: in Italia la prevalenza attuale è di 1.24 su 1000 neonati.

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Clinicamente si caratterizza per la presenza di una complessa alterazione morfologica tridimensionale dell’apparato muscolo scheletrico del piede (cavo-addotto, varo, equino) non riducibile attivamente causata da un’alterazione dei meccanismi di crescita fetali dei muscoli della gamba i cui effetti si riducono progressivamente entro la Ima decade di vita del bambino.

Può presentarsi in forma isolata (85-90% dei casi)  (piede torto idiopatico) o associato a patologie neuro-muscolari o malformazioni sindromiche complesse.

In forma idiopatica si manifesta più frequentemente in forma bilaterale isolata (50-75% dei casi), o in associazione con altre anomalie congenite (come la polidattilia o la sindattilia falangea) mentre nei casi monolaterali può essere associato  nel 10% dei casi a metatarso varo.

Le classiche deformità anatomiche del piede torto (cavismo, adduzione, varismo, equinismo) vengono stadiate usando il PIRANI SCORE, un punteggio in grado di “descrivere” in modo oggettivo e riproducibile la gravità clinica delle varie componenti del piede torto: tale punteggio pur non avendo un valore predittivo sulla possibilità di correzione anatomica, permette allo specialista d’informare i genitori sulla possibilità di dover completare la fase correttiva con la tenotomia percutanea del tendine di Achille e aiuta lo specialista a monitorare l’evoluzione della fase correttiva in gessi e individuare precocemente l’ insorgenza di una recidiva durante la fase di tutorizzazione della metodica Ponseti.

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Fin dal primo incontro, lo specialista ortopedico valuterà globalmente il neonato per confermare la diagnosi di piede torto idiopatico escludendo la presenza di patologie neuro-ortopediche o sindromiche associate non riscontrate allo screening ecografico prenatale avvalendosi, se necessario, anche di altre consulenze specialistiche (pediatrica, neurologica genetica, cardiologica, chirurgica etc.) e/ esami diagnostici (ecografia delle anche, del rachide lombo sacrale, ecografia addome etc.).

NB: lo screening ecografico delle anche in un bambino affetto da piede torto idiopatico viene generalmente prescritto dallo specialista ortopedico, in caso di screening clinico negativo, tra la 4-6 settimana di età biologica del neonato per ridurre al minimo la possibilità di falsi positivi e perchè la presenza di questa malformazione congenita non aumenta in modo significativo il rischio di concomitanza con la displasia/lussazione evolutiva delle anche.

 

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