Il piede torto negletto (non trattato precocemente) crea al paziente una grave invalidità fisica.
Fortunatamente questa condizione è sempre di più rara osservazione nei paesi civilizzati, mentre si osserva ancora nei paesi in via di sviluppo sebbene la diffusione della metodica Ponseti con il suo basso costo sociale ne stia sempre più limitando la diffusione.
La metodica Ponseti rappresenta attualmente il trattamento di riferimento anche per questa tipologia di piede torto, grazie alla sua efficacia, minima invalidità e ottimi risultati funzionali a medio e lungo termine.
Studi prospettici su bambini con piede torto negletto (età media 2-10 anni) mostrano infatti una diminuzione significativa del punteggio di Pirani dopo trattamento con metodo Ponseti modificato (n. maggiore di gessi correttivi con un tempo di correzione superiore rispetto al protocollo tradizionale) ( A. Agnihotri Cureus 2021).
Seppur con un rischio di recidiva più alto (17-28% dei casi) (A. Sinha Indian J Orthop 2016) rispetto al piede torto idiopatico trattato in età neonata, i risultati funzionali si mantengono buoni – eccellenti nel medio termine in circo il 90% dei casi trattati (a. Kumar Int. J Ortop Sci. 2021)
In uno studio africano su 328 piedi negletti il 78% dei piedi è stato corretto senza ricorrere a chirurgia ortopedica maggiore ottenendo un piede plantigrado e indolore (O. Adedbehingbe World J Ortop 2017).
Gli apparecchi gessati devono essere mantenuti per almeno 4 settimane onde consentire un rilasciamento graduale delle strutture capsulo – legamentose retratte e accorciate ed un rimodellamento degli abbozzi osteo – cartilaginei delle ossa del piede.
Alla fine del trattamento modellante possono seguire procedure chirurgiche complementari quali la trasposizione del tibiale anteriore sul 3° cuneiforme, la tenotomia o allungamento del tendine di Achille, la fasciotomia percutanea del tendine di Achille per garantisce un piede plantigrado, funzionale e indolore e una maggiore stabilità e durata della correzione nel tempo.
